Per una città che sostiene la famiglia

lunedì 10 febbraio 2014 | Categoria: Politica, Programma

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L’ Amministrazione, in sinergia con l’ULSS, le cooperative sociali, la Caritas e altre associazioni di volontariato, offre una rete di servizi, ampia e articolata, che sostiene con efficacia le situazioni di disagio assai gravi, ma che prevede ancora poco o nulla per tutte quelle famiglie oggi a rischio di povertà per la crisi economica, perché un componente ha perduto il lavoro o perché – ci riferiamo in particolare ai nuclei famigliari numerosi – il costo della vita è rincarato al punto che non possono accedere a beni e servizi (per es. esperienze formative come lo sport o l’ università o addirittura a cure mediche per malattie croniche o ai letti per la riabilitazione presso la RSA di Malo, davvero troppo costosi – da 45€ / 68€ al giorno – anche per chi ha un reddito medio o a un posto in una struttura di ricovero).

Alcuni dati poi impongono una riflessione e dovranno determinare scelte coerenti:
l’indice di vecchiaia, che stima il grado di invecchiamento di una popolazione, è salito dal 149,7% del 1999 al 160,2 % del 2013 – significa che oggi ogni 100 giovani (0-14 anni) vi sono 160 anziani (dai 65 anni in su) -, mentre il tasso di natalità, che rivela il numero medio di nascite in un anno ogni mille abitanti, è sceso dal 10,4 % del 2003 al 7,7 % del 2012. Questi dati ci avvertono non solo che la nostra popolazione è fra quelle più anziane del paese, ma che nel giro di 10 anni l’indice di vecchiaia supererà la soglia del 170% , sempre che gli immigrati nel frattempo non se ne siano andati dal nostro paese, perché negli ultimi anni un terzo dei nati è figlio loro. Una società con questi indici demografici rischia di non avere le risorse per affrontare le sfide future e di avvitarsi in un impoverimento inevitabile e progressivo.

Noi vorremmo intervenire subito con un taglio immediato dei costi che le famiglie sostengono per i nidi, la scuola materna, lo sport, i trasporti; riteniamo che si potrebbero investire ca. 500.000 €.

In un secondo momento, sulla scorta dell’ “Alleanza territoriale per la famiglia” voluta e stipulata dalla nostra Amministrazione, si dovrà definire un piano più organico di azioni per la famiglia, un Patto di solidarietà che, a fronte di qualche sacrificio ed economia di bilancio, magari pure applicando il “fattore famiglia”, potrebbe prevedere convenzioni con la grande distribuzione, il sostegno e la diffusione dei G.A.S. , sconti sui servizi sanitari, canoni di affitto agevolati, nuove opportunità per la conciliazione dei tempi famiglia-lavoro…

Dovremo però pure definire una strategia di intervento anche riguardo all’invecchiamento della popolazione e alle sue conseguenze. Essa potrebbe essere centrata sulla creazione di un Fondo di solidarietà per le persone che si trovino in grave difficoltà o perché sono di vita sola (oggi in Italia più di una persona su tre vive da sola), o perché vivono una grave disabilità e la loro famiglia non è in grado di sostenerne il peso economico o perché non sono più autosufficienti e la loro pensione non permette il ricovero in un istituto… I dati demografici rivelano che negli anni futuri il numero di queste situazioni dovrebbe costantemente aumentare. Il Fondo dovrebbe così garantire alle persone che versano in difficoltà un valido meccanismo di supporto, che potrebbe anche prevedere prestiti agevolati perché liberi da interessi, ed avvalersi di contributi di cittadini generosi, associazioni, fondazioni, imprese.

Pietro Veronese

1.L’indice di vecchia in altri paesi europei: Germania: 154%, Italia, 147%; Veneto 143,1%; Inghilterra, 95,3; Francia, 90.3.

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