Linee guida politico-amministrative di Pietro Veronese

mercoledì 5 febbraio 2014 | Categoria: Politica, Programma

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L’Amministrazione nuova dovrà affrontare questioni delicatissime per il futuro della città e per ottenere risultati che mirino al bene comune il metodo della trasparenza e della condivisione sarà fondamentale: reggere la crisi sarà possibile se gli amministratori si sentiranno prima di tutto cittadini e i cittadini, amministratori anch’essi prima che “amministrati”.

L’ ottica politico-amministrativa

Guardando verso l’ esterno: città e paesi si relazionano fra loro come nodi di una rete gerarchica: se sottostimiamo le potenzialità della nostra dimensione di città (40.000 abitanti), rischiamo di retrocedere a paese: sui grandi temi strategici in questi anni si è persa la consapevolezza di questa dimensione (ospedale, rifiuti, Campus, archeologia industriale…) e ne stiamo pagando le conseguenze;

Guardando all’interno: per superare la frattura fra amministrazione e cittadini è indispensabile cambiare metodo, che perciò sarà fondato sull’ascolto e sulla condivisione:

  • Coinvolgimento dei cittadini nella definizione di nuove forme istituzionali di partecipazione;
  • Dobbiamo concentrare le risorse disponibili su obbiettivi mirati e condivisi con la città.

Alcune priorità sono state inserite nel manifesto programmatico, altre le svilupperemo in collaborazione con la cittadinanza. Dal nostro lavoro di gruppo ne sono emerse alcune:

Le politiche solidali a favore della famiglia e per il lavoro: sono necessari da subito impegni concreti per le famiglie, che finora hanno maggiormente sofferto e sostenuto il peso della crisi – per es. vanno ridotti i costi dei trasporti, dei nidi, delle scuole materne, delle mense, dello sport… Puntiamo ad investire 500.000€; impegno dell’Amministrazione nel raccordarsi con le associazioni sindacali e di categoria per sostenere l’occupazione e promuovere corsi di riqualificazione professionale. A seguire un Piano organico di azioni che tenga conto del progressivo invecchiamento della popolazione (Schio è una delle città con indice di vecchiaia più alto d’Italia: il rapporto fra la popolazione compresa fra gli anni 0/14 e al popolazione degli ultra 65 è di 160,2%: ogni 100 ragazzi 160 “anziani”.

  • Rifiuti e inceneritore: un inceneritore che bruci almeno un quarto dei rifiuti del Veneto per i prossimi 20 anni non può e non deve rappresentare il nostro futuro. È indispensabile studiare e avviare da subito soluzioni alternative; un sistema di raccolta più efficace ed equo nei costi si può organizzare con il sistema dei container interrati.
  • Ambiente: stop al consumo di territorio e avvio di incentivi efficaci per le ristrutturazioni; le aree collinari sono una risorsa (anche lavorativa) per noi e per le generazioni future: avviamo iniziative di recupero e tutela ambientale in sinergia con le famiglie che vi risiedono (indispensabile rendere più agevoli le ristrutturazioni nelle contrade); va promossa la produzione di energia da risorse sostenibili.
  • Ospedale nuovo e sanità territoriale: irrinunciabile l’assoluta chiarezza sul contratto di project financing e la sua rinegoziazione: ci costa almeno 22 ml di € di servizi ospedalieri e socio-sanitari in meno, mentre abbiamo assoluto bisogno di investire nei servizi della sanità sul territorio;
  • Il Campus e le politiche giovanili: il progetto deve rappresentare un volano di relazioni tra i diversi protagonisti della cultura e del sapere, tra il sistema formativo e il sistema industriale-artigianale; è necessario identificare e qualificare spazi e iniziative di incontro in special modo per gli adolescenti.
  • Cultura: l’Amministrazione non deve rivendicarne l’esclusiva, ma piuttosto promuovere e armonizzare la creatività dei singoli o delle associazioni. E’ indispensabile la valorizzazione del patrimonio dell’archeologia industriale e delle risorse storico-ambientali legate al primo conflitto mondiale.
  • Aree Lanerossi e area dell’ ospedale De Lellis: è strategica la loro riqualificazione, che deve inserirsi con armonia nel tessuto socio-urbanistico: perché siano garanzia di vitalità positiva, i progetti devono essere presentati e condivisi dalla città.
  • Sicurezza: va rinnovato il ruolo della polizia urbana: si assegni ad ogni vigile il “suo” quartiere perché sia un riferimento per i suoi concittadini, uno stimolo al loro senso civico, un sensore attento di bisogni e difficoltà.

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