Archivio di giugno 2010

OSPEDALE UNICO: Solo ora ci si accorge del project financing ??

martedì 1 giugno 2010 | Categoria: Communitas, Ospedale unico

Sul GdV del 6 maggio scorso ho letto un’ interessante intervista al sindaco di Valdastico, Alberto Toldo; ne riporto, per un commento, solo poche righe: “…in questo momento nel Veneto nessuno sa cosa costano e quanto pesano sui bilanci delle Ulss e sull’intera holding regionale i project financing già firmati con contratti pluriennali a lunga scadenza. Una bomba inesplosa ma che potrebbe deflagrare. Per questo è urgente disinnescarla… A Venezia negli uffici regionali nessuno si è mai peritato di fare un’analisi finanziaria dei project, una lettura esatta della spesa proiettata nel tempo…”. Alberto Toldo, dunque, Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 4, nonché coordinatore delle Conferenze dei sindaci delle Ulss provinciali, spara ad alzo zero anche contro i contratti sottoscritti dal dott. Caffi, ex direttore dell’Ulss 4, per la costruzione del nuovo ospedale a Santorso. Cinque anni fa 13.000 persone avevano già richiesto a Caffi e a Galan di spiegare le cifre per la realizzazione del nuovo ospedale e di evitare un project financing così esasperato. Ma non ottennero alcuna risposta. Oggi le affermazioni del sindaco Toldo denunciano quanto avevamo in vario modo già denunciato allora. Lo ringraziamo. Va lodato il suo schietto coraggio. Stupisce tuttavia il silenzio che è seguito alle sue durissime accuse; nessuna reazione. Chissà dove sono i sindaci dell’Ulss 4 che accusarono noi di Communitas di becero campanilismo e che approvarono ad occhi chiusi la realizzazione del nuovo ospedale con quel metodo … Prendiamo atto comunque con soddisfazione delle dichiarazioni del Presidente. Però almeno una puntualizzazione e una riflessione vanno fatte.
La puntualizzazione. Non saranno solo 6, purtroppo, come il sindaco afferma, i milioni che l’Ulss di Thiene-Schio fra un anno circa dovrà recuperare. Ai privati della cordata che sta costruendo e doterà del necessario il nuovo ospedale, l’Ulss 4 dovrà pagare (sono cifre dichiarate dal dott. Caffi):
1. 4.232.250 milioni di € per 24 anni: (lo chiamano “canone di disponibilità”) rata annuale del “mutuo” per i “muri”;
2. 3.428.550 milioni di € “per i primi 8 anni” (così il dott. Caffi): rata annuale per “noleggio attrezzature biomedicali e di laboratorio”;
3. 699.960 € per 24 anni: rata annuale per “noleggio mobili e arredi”;
4. 1.321.450 € per 24 anni: rata annuale per “noleggio hardware” (computer etc.).
5. 2.568.500 milioni di € di ricavi commerciali previsti annualmente per la gestione di pubblicità, affitto bar e servizio di ristorazione, parcheggi a pagamento, che l’Ulss assegnerà ai costruttori privati.
La nostra Ulss dovrà dunque, fra un anno circa, destinare 12.250.710 € ca. (ma a questa cifra bisognerà aggiungere l’ IVA) del suo attuale bilancio per pagare i vari mutui e interessi a chi ha realizzato l’ospedale. E speriamo che nel frattempo – le cifre sono del 2005-2007 – non ci siano stati aumenti o “variazioni”. Non è proprio una cifra da poco visto che il bilancio di una Ulss è comunque “bloccato”, non ha introiti se non quelli che la Regione destina ad essa. Speriamo quindi che i costi non abbiano nel frattempo subito aumenti. Le preoccupazioni di Toldo, però, potrebbero significare, come fortemente temiamo, esattamente il contrario.
La riflessione, ora. Vi è, dunque, la necessità urgente di “risparmiare”. E infatti qualche settimana fa è stato celebrato come un successo l’avanzo di 5 milioni di euro per il 2009. Però non ci è dato sapere dove e come siano stati “risparmiati”. Personale? Servizi? E chissà come verranno “risparmiati” quei 12 milioni più IVA che dal 2012 al 2036 serviranno, a noi e ai nostri figli, per pagarci l’ospedale nuovo… A noi cittadini, ma crediamo anche agli amministratori comunali, arrivano ben poche notizie sulle economie e sui tagli che hanno permesso l’avanzo di 5 milioni di euro. Temiamo che non si sia trattato solo di sane economie. E qualche riverbero fastidioso, in verità, l’abbiamo già subito sulla nostra pelle. E’ voce, per esempio, che nella nostra Ulss chi si opera all’anca dopo 3 o 4 gg. deve tornarsene a casa e non ha diritto ai quindici giorni di riabilitazione che invece sono garantiti ai cittadini delle altre Ulss della provincia di Vicenza; se vuole l’intervento riabilitativo, deve pagarselo. Sappiamo, per esempio, che i servizi di logopedia hanno subito – nonostante il continuo aumento dei casi di dislessia – una contrazione significativa. Che il progetto “Il sollievo”, destinato ad aiutare le famiglie con figli con handicap, è stato cancellato. Che il servizio di odontoiatria è stato – checché se ne dica – drasticamente ridimensionato. Che sempre più numerose sono le persone che si rivolgono, costrette dai tempi d’attesa, agli studi e alle cliniche private per visite, esami etc.; e pagano di tasca propria. E intanto l’ Ulss “risparmia”. Ma per risparmiare fino a 5 milioni di euro in un anno quali altre “economie” si son fatte? e i nostri sindaci, gli assessori al sociale sanno dove il Dir. Mantoan è stato costretto a tagliare? e l’anno prossimo, per risparmiarne 12 e mezzo più IVA, quali altri tagli i cittadini dell’Ulss 4 dovranno sopportare? e quando potremo sperare che nella nostra Ulss i servizi territoriali, che sono forse i più importanti, siano oggetto di nuovi investimenti?
Noi di Communitas non abbiamo mai negato la necessità di un ospedale unico. Abbiamo chiesto che si valutassero attentamente i costi, che ci sembravano oltremodo eccessivi, “insostenibili”, ben sapendo che saremmo andati incontro ad anni economicamente assai difficili, e l’uso distorto del project financing applicato in quel modo. Era, ed è, solo buon senso. Per questo Communitas chiese e richiese più volte, in tutte le sedi istituzionali, che si valutasse la congruenza e la “sostenibilità” – dicono così, ecologicamente! – del Piano finanziario. Mai ottenuto una risposta. Nessun consigliere regionale vicentino, neppure coloro che nel 2006 si elessero fra gli oppositori del project financing, salvo poi fra gennaio e maggio 2009 magnificarne il progetto, ha osato impegnarsi seriamente. Chissà se ora i consiglieri regionali della nostra provincia, nonché Dalla Via e Busetti e gli altri sindaci dell’ Ulss 4 avranno il coraggio di chiedere a Zaia e alla Corte dei Conti che l’analisi dei costi del project financing la facciano davvero. Avranno il coraggio di andare fino in fondo? di esigere cioè che si conoscano tutte le clausole del contratto che Caffi e Galan hanno sottoscritto per quei 50 milioni di euro che la cordata di privati ha finanziato? Avranno i nostri politici il coraggio di farci conoscere quanto ci costerà alla fine questo nuovo ospedale con il project financing applicato in quel modo? E avranno il coraggio di chiedere alla Regione non tanto qualche milione in più, ma la rinegoziazione e il ridimensionamento di questo “project financing” che altrimenti l’Ulss 4 è destinata a subire duramente?

Pietro Veronese

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